Il concetto di infrastruttura verde
Nell'urbanistica contemporanea il termine "infrastruttura verde" indica la rete di spazi naturali e semi-naturali integrati nel tessuto costruito della città: parchi pubblici, aree alberete lungo le strade, giardini condominiali, tetti vegetali, pareti verdi, zone umide e corridoi ecologici che collegano aree naturali periurbane. In Italia il riferimento normativo principale è la Strategia Nazionale per la Biodiversità (SNB) 2030 e, a livello europeo, la EU Green Infrastructure Strategy del 2013, aggiornata nel 2021.
La distinzione tra "verde ornamentale" e "infrastruttura verde funzionale" è centrale nel dibattito tecnico: nel primo caso l'obiettivo è prevalentemente estetico, nel secondo la vegetazione svolge funzioni ecosistemiche documentabili, come il raffreddamento evaporativo, la gestione delle acque piovane, la riduzione del particolato atmosferico e il supporto alla biodiversità urbana.
Il contesto italiano: ritardi e punti di forza
L'Italia presenta una situazione eterogenea. Alcune città del nord, in particolare Milano e Torino, hanno adottato piani sistematici di forestazione urbana con obiettivi numerici verificabili. I comuni del centro-sud mostrano progressi più discontinui, spesso legati a progetti puntuali finanziati da fondi europei piuttosto che a strategie organiche di lungo periodo.
Secondo il rapporto ISPRA "Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici" (edizione 2024), la copertura di suolo impermeabile nelle principali aree metropolitane italiane è tra le più alte d'Europa per densità abitativa: il che rende il tema dell'infrastruttura verde particolarmente rilevante rispetto alle proiezioni sull'intensificazione delle ondate di calore.
Forestazione urbana a Milano — "Forestami"
Il progetto Forestami si è posto l'obiettivo di piantare 3 milioni di alberi nell'area metropolitana di Milano entro il 2030. Al 2024 erano stati messi a dimora oltre 800.000 esemplari in aree pubbliche e private, con una distribuzione che privilegia le zone periferiche storicamente prive di verde.
Tetti verdi: diffusione e prestazioni
Il tetto verde è la componente dell'infrastruttura verde urbana che ha visto la crescita più rapida in Italia negli ultimi dieci anni, trainata dagli incentivi fiscali per l'efficienza energetica degli edifici. I dati di Federazione Italiana Verde Pensile (FIVP) stimano una superficie complessiva di tetti vegetali installati in Italia intorno ai 6 milioni di m² al 2023, con una crescita annua del 12-15% nell'ultimo quinquennio.
Le prestazioni misurate negli studi di monitoraggio mostrano che un tetto verde estensivo (substrato 8-12 cm) riduce il deflusso idrico in caso di pioggia del 40-80% rispetto a una copertura impermeabile standard. Un tetto intensivo (substrato oltre 20 cm) raggiunge valori di ritenzione idrica dell'80-100% per eventi piovosi di intensità moderata.
Sul piano termico, uno studio condotto dal Politecnico di Milano su edifici residenziali di Milano nel 2023 ha rilevato una riduzione della temperatura superficiale del tetto fino a 20°C nelle ore di punta estive, con una conseguente riduzione del fabbisogno di raffrescamento dell'edificio del 6-10%.
Parco Sempione e il verde storico di Milano
Il Parco Sempione è il principale spazio verde del centro di Milano: 38,6 ettari progettati alla fine dell'Ottocento su ispirazione dei giardini paesaggistici inglesi. Il parco svolge funzioni di "isola fresca" documentate: le misurazioni condotte dal Centro Meteo Lombardo mostrano che nelle giornate estive con temperatura superiore a 32°C, l'area del parco registra temperature dell'aria fino a 4°C inferiori rispetto alle strade adiacenti.
Corridoi ecologici: il caso della Città Metropolitana di Milano
La Città Metropolitana di Milano ha approvato nel 2021 un Piano Territoriale Metropolitano (PTM) che individua una rete di corridoi ecologici primari e secondari. L'obiettivo dichiarato è connettere le aree naturali periurbane (Parco del Ticino, Parco della Valle del Lambro, Parco Agricolo Sud Milano) con il verde interno alla conurbazione, garantendo la continuità degli spostamenti faunistici e la diffusione della vegetazione spontanea.
L'implementazione di questi corridoi richiede la collaborazione tra il livello metropolitano e i singoli comuni, che devono adeguare i propri strumenti urbanistici (PGT). Al 2024 circa il 60% dei comuni della città metropolitana aveva integrato i corridoi ecologici nei propri piani di governo del territorio.
Roma: il verde disperso e i progetti di riconnessione
Roma possiede una dotazione di verde urbano pro capite elevata rispetto alla media europea, ma la sua distribuzione è molto disomogenea. Le ville storiche (Villa Borghese, Villa Doria Pamphilj, Villa Ada) si concentrano in alcune zone della città, mentre le periferie soffrono di una carenza di verde di prossimità documentata dal Piano del Verde Urbano approvato nel 2021.
Il piano prevede la riqualificazione di 150 ettari di verde degradato e la creazione di nuove connessioni pedonali e ciclabili che attraversino le aree verdi esistenti. Una delle criticità emerse è la gestione della fauna selvatica urbana — in particolare i cinghiali — che ha ridotto la fruibilità di alcune aree verdi periferiche.
Sfide e limiti dell'approccio attuale
Il principale ostacolo all'espansione dell'infrastruttura verde nelle città italiane è la pressione del consumo di suolo, che continua ad assorbire aree permeabili nelle periferie. ISPRA stima che nel 2023 siano stati consumati in Italia circa 73 km² di suolo, di cui una parte significativa in aree già interessate da precedenti interventi di rinaturalizzazione.
Un secondo limite riguarda la manutenzione: molti interventi di piantumazione o realizzazione di tetti verdi non prevedono piani di manutenzione adeguati, con tassi di mortalità delle piante messe a dimora che in alcuni casi superano il 40% nei primi tre anni.
Per approfondire le politiche di mobilità sostenibile collegate alla pianificazione urbana verde, leggi: Obiettivi emissioni zero e mobilità sostenibile e Zone a traffico limitato nelle città italiane.