Che cos'è una ZTL
La zona a traffico limitato è un'area urbana delimitata all'interno della quale la circolazione dei veicoli privati è soggetta a restrizioni orarie o permanenti. In Italia il quadro normativo di riferimento è il Codice della Strada (D.lgs. 285/1992), che all'articolo 7 attribuisce ai comuni la facoltà di istituire queste aree nelle zone storiche o in quelle a elevata densità pedonale.
La gestione concreta varia sensibilmente da città a città: alcune amministrazioni hanno optato per sistemi di videosorveglianza con telecamere OCR che leggono le targhe, altre per barriere fisiche abbinabili a varchi temporizzati, altre ancora per una combinazione dei due approcci.
Milano: Area B e la logica delle emissioni
Milano rappresenta il caso più strutturato in Italia. La città ha separato la gestione del traffico privato in due livelli: Area C, attiva dal 2012 nel centro storico con accesso a pagamento, e Area B, introdotta nel 2019 e progressivamente estesa fino a coprire circa il 72% del territorio comunale.
Area B non è propriamente una ZTL tradizionale: è una zona a basse emissioni (Low Emission Zone) che consente l'accesso solo ai veicoli conformi a determinati standard ambientali. I veicoli diesel Euro 3 e precedenti sono esclusi dal 2019. Dal 2025 il divieto si estende ai diesel Euro 4. I dati raccolti dall'ARPA Lombardia nei mesi successivi all'introduzione di Area B hanno registrato una riduzione delle concentrazioni di PM10 nelle stazioni di rilevamento dell'8-12% rispetto all'anno precedente, secondo il rapporto ARPA Lombardia 2024.
Dati chiave — Milano, Area B
Superficie coperta: ~135 km² (circa il 72% del territorio comunale) · Varchi attivi: 187 · Veicoli esclusi dal 2025: diesel fino a Euro 4, benzina Euro 0–1 · Esenzioni: residenti, veicoli elettrici, ibridi plug-in, mezzi di soccorso.
Roma: il Centro Storico e i varchi elettronici
Roma ha una delle ZTL storiche più antiche d'Italia, attiva nel centro storico già dai primi anni Novanta. L'area Tridente, delimitata da varchi elettronici attivi in fascia oraria diurna e notturna, copre buona parte del centro storico patrimonio UNESCO.
Negli ultimi anni il Comune ha esteso le restrizioni con il piano "Roma Mobilità 2030", che prevede la creazione di un'ulteriore zona a basse emissioni nella fascia del Raccordo Anulare entro il 2027. Il documento, disponibile sul sito del Comune di Roma, dettaglia l'implementazione progressiva per categorie veicolari.
I varchi notturni: il nodo irrisolto
Una criticità ricorrente nelle ZTL italiane riguarda l'attivazione notturna. A Roma la ZTL notturna del centro storico, pensata per limitare il traffico legato alla movida, ha generato contenziosi tra residenti e commercianti. Il tema è aperto: le soluzioni adottate variano quartiere per quartiere, con orari differenziati che rendono il sistema difficile da comprendere per chi non risiede in zona.
Bologna: il modello a "cipolla"
Bologna ha sviluppato un sistema a fasce concentriche che gli amministratori definiscono "a cipolla": la ZTL del centro storico è circondata da una corona di zone 30 e, più all'esterno, da corsie ciclabili protette che collegano le periferie al centro. Questo approccio integrato è stato descritto nel PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) del 2020, poi aggiornato nel 2024.
I dati del Comune indicano che il numero di ingressi non autorizzati rilevati dai varchi è diminuito del 34% tra il 2019 e il 2024. Il sistema di notifica delle sanzioni è stato digitalizzato, con invio automatico tramite PEC e comunicazione via SMS.
Firenze: ZTL e turismo
Firenze gestisce una delle ZTL più visitate d'Europa, data la concentrazione di attrazioni turistiche nel centro storico. La pressione del traffico privato legato al turismo ha spinto l'amministrazione a differenziare le autorizzazioni: i residenti hanno accesso 24 ore su 24, mentre i permessi temporanei per turisti e visitatori sono soggetti a tariffazione progressiva in base alla durata del soggiorno.
Nel 2023 il Comune ha avviato un progetto pilota di "micropagamento per accesso" in alcune vie del centro, con l'obiettivo di raccogliere dati sulla distribuzione dei flussi veicolari nelle ore di punta.
Efficacia delle ZTL: cosa dicono i dati
L'efficacia delle zone a traffico limitato sulla qualità dell'aria è documentata da numerosi studi, ma i risultati variano in base all'ampiezza dell'area, alle categorie veicolari escluse e alla coerenza del sistema di controllo. Uno studio pubblicato su Transportation Research Part D nel 2022 ha analizzato 14 città europee, incluse Milano e Roma, concludendo che le LEZ (Low Emission Zones) producono riduzioni misurabili di NO2 nell'ordine del 6-18% entro i primi tre anni dall'implementazione, a condizione che il perimetro dell'area sia sufficientemente esteso e i controlli siano sistematici.
Un elemento critico emerso dallo stesso studio è il cosiddetto "effetto spostamento": il traffico escluso dal centro tende a concentrarsi sulle arterie periferiche, aumentando localmente le emissioni in zone residenziali che non beneficiano delle stesse misure di tutela.
Prospettive
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza destina risorse alla mobilità sostenibile urbana, incluso il finanziamento di sistemi di monitoraggio della qualità dell'aria e di infrastrutture per la mobilità elettrica. Molti comuni italiani stanno aggiornando i propri PUMS in coerenza con gli obiettivi europei del pacchetto "Fit for 55", che prevede la riduzione del 55% delle emissioni di CO2 entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990.
Per approfondire il tema delle infrastrutture verdi come complemento alle politiche di mobilità, leggi anche: Infrastrutture verdi urbane in Italia.